Gloria e rinascita di un albergo nel centro di Cortina
Situato all’incrocio tra via XXIX Maggio e via Guglielmo Marconi, a breve distanza da Corso Italia e dalla funivia Faloria, da oltre un secolo Il Grand Hotel Ampezzo è una presenza familiare nel tessuto urbano di Cortina.
Un albergo che ha visto cambiare Cortina
Il primo nucleo dell’hotel vede la luce nel 1923; poi ampliamenti e modifiche ne ridisegnano a poco a poco la forma, fino all’ultimo intervento documentato, nel 1956.
Sono trent’anni di profondi cambiamenti per Cortina, che consolida la propria vocazione turistica e si apre a un pubblico sempre più internazionale, diventando uno dei simboli della montagna italiana grazie ai VII Giochi olimpici invernali del 1956. Il Grand Hotel Ampezzo è figlio di questa stagione, e le facciate regolari, le logge, le caratteristiche torrette d’angolo e gli abbaini vanno a comporre un’immagine inconfondibile, esempio perfetto delle strutture ricettive alpine del Novecento.
Un edificio da restituire alla città
Dopo la chiusura, protrattasi per oltre vent’anni, l’Ampezzo versava in un grave stato di abbandono, e la struttura originaria era ormai molto compromessa.
Il progetto di riqualificazione ha raccolto la sfida di ridare vita al complesso, proponendo un intervento di demolizione parziale, ricostruzione e ampliamento della struttura, con l’obiettivo di recuperarne i caratteri più riconoscibili.
Il nuovo edificio sorge sullo stesso sedime e riprende il linguaggio dell’albergo storico. Lo reinterpreta però secondo le esigenze funzionali, strutturali e impiantistiche di oggi: le facciate mantengono una composizione ordinata, ritmata dalla ripetizione di aperture e logge; agli angoli tornano le torrette con il tetto a piramide, a disegnare la sagoma dell’hotel; gli abbaini movimentano le falde e rendono abitabile il sottotetto.
Più spazio, sopra e sotto
Fuori terra, la superficie è stata aumentata di circa 1.500 metri quadrati. Nel sottosuolo sono stati inoltre realizzati tre nuovi livelli: due accolgono principalmente le autorimesse e i locali tecnici, mentre il primo piano interrato ospita la Spa, il centro benessere e gli spazi destinati ai servizi del personale. Ai parcheggi si accede da un secondo lotto, tramite un tunnel che attraversa la strada: una soluzione resa necessaria dal poco spazio disponibile attorno all’hotel.
L’ospitalità, ripensata
Il Grand Hotel Ampezzo ha riaperto nel marzo 2026 come elegante cinque stelle, con 70 camere e suite distribuite tra i piani superiori e il sottotetto.
Il piano terra è dedicato alla tavola, alla convivialità e agli incontri: ospita il ristorante, il bar con lounge, la sala colazioni e un’area meeting affacciata sul Faloria, sul Cristallo e sul giardino dell’albergo. L’area benessere si estende per circa 1.000 metri quadrati, con piscina, saune, bagno turco, spazi per i trattamenti e ambienti per il relax.
Per realizzare l’opera è stato necessario il contributo di specialisti in diversi ambiti, chiamati a operare in un contesto urbano particolarmente delicato: la trasformazione ha infatti toccato l’intero organismo edilizio, dalle fondazioni alle strutture in elevazione, dai collegamenti sotterranei agli impianti, fino agli interni e all’involucro esterno.
Il progetto architettonico è stato adeguato e sviluppato nella fase esecutiva dallo studio AI Progetti, che ha seguito anche la direzione dei lavori. Gli interni portano la firma dello studio francese Zuretti Design.
Memoria e trasformazione
Il Grand Hotel Ampezzo non ricostruisce il passato in modo pedissequo, ma lo reinterpreta, conservandone la memoria nella composizione dei volumi, nelle proporzioni delle facciate e nella grande copertura che corona l’edificio, interamente rivestita in zinco-titanio zintek® prepatinato Grigio Roccia posato a doppia aggraffatura. L’intervento restituisce così al centro di Cortina un edificio che appartiene alla sua storia, rinnovandone la funzione e il rapporto con la città.













