La quinta facciata

Esperienze e soluzioni a confronto per un’architettura che unisce espressività e prestazioni
Il 18 settembre 2026, l’Aula Rogers del Politecnico di Milano ha ospitato il convegno “Forme, Tecnologie, Espressioni dei rivestimenti metallici in architettura”, organizzato da Zintek in collaborazione con l’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano. Docenti, progettisti, rappresentanti degli Ordini professionali, imprese e studenti si sono riuniti per riflettere sul ruolo dell’involucro edilizio nell’architettura contemporanea e sul rapporto tra ideazione, sviluppo tecnico e realizzazione. La giornata è stata anche l’occasione per esplorare le potenzialità dello zintek® come materiale di rivestimento e il contributo che un’azienda specializzata può dare alla riqualificazione di edifici di tipologie e destinazioni diverse. Il coordinamento scientifico è stato affidato al professor Marco Imperadori, del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, e all’architetto Valerio Tolve, del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani.

Avvicinare università e professione

I saluti istituzionali hanno messo in evidenza uno degli obiettivi principali dell’iniziativa: favorire l’incontro tra gli studenti che si preparano alla professione e chi opera ogni giorno nella progettazione e nella costruzione.
Sono intervenuti gli architetti Andrea Campioli, preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano; Jacopo Muzio, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Milano; Fabio Sironi, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Monza e della Brianza; Roberto Beraldo, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Venezia; l’ing. Carmelo Iannicelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. L’ing. Francesca Domeneghetti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia, non potendo essere presente ha inviato una lettera al pubblico e ai relatori.

Dai contributi è emersa l’importanza di creare continuità tra percorso di studi e attività professionale. L’università offre strumenti critici e conoscenze teoriche; progettisti e Ordini portano l’esperienza della professione; le aziende contribuiscono con competenze produttive, ricerca applicata e padronanza dei processi esecutivi.
Mettere in dialogo questi ambiti aiuta a capire come un’idea diventi opera costruita e quanto la cura del dettaglio incida sulla qualità finale dell’edificio.

La copertura come quinta facciata

Moderatore del convegno, il professor Imperadori ha aperto i lavori con una riflessione sulla storia, sulle caratteristiche e sulle applicazioni dei rivestimenti metallici.
Dal Pantheon di Roma alle mansarde parigine, da Palazzo Ducale e dalla Basilica di San Marco a Venezia fino alle architetture contemporanee di Frank Gehry, gli esempi hanno illustrato la capacità del metallo di adattarsi al carattere dei luoghi e alle geometrie più varie.

Particolare attenzione è stata dedicata agli elementi che compongono un sistema di copertura, alle prestazioni dei manti e alle tecniche di giunzione.

La copertura — ha ricordato Imperadori — va considerata una vera “quinta facciata” dell’edificio: non un componente accessorio, ma una parte sostanziale del progetto architettonico.

Il Grand Hotel Ampezzo: memoria e complessità

L’arch. Massimo Furlan di AI Progetti ha presentato la ricostruzione del Grand Hotel Ampezzo di Cortina (BL). Si tratta di un’opera complessa, in cui la memoria storica si confronta con le esigenze di una nuova architettura destinata a diventare parte riconoscibile del paesaggio urbano.

La particolare geometria della copertura, la presenza di un ultimo piano abitabile e i lucernari aperti sul panorama delle montagne hanno richiesto un attento coordinamento fra tutti i soggetti coinvolti. L’Ufficio tecnico Zintek ha affiancato i progettisti nello sviluppo delle soluzioni di rivestimento e posa.

L’arch. Matteo Donini ha completato la presentazione illustrando la definizione modulare della copertura e la regolare disposizione delle lastre aggraffate.

Costruire una scuola destinata a durare

L’arch. Andrea Borin, sempre di AI Progetti, ha ripercorso l’iter che ha portato alla Scuola Primaria Tina Anselmi di Marcon (VE).
Per un edificio pubblico — ha spiegato — la sfida principale è garantire qualità e prestazioni che durino nel tempo. L’opera è nata da una ricerca pedagogica tradotta in spazio architettonico. Il processo di progettazione è stato integrato: struttura, impianti, involucro, sostenibilità e scelte cromatiche sono stati affrontati insieme fin dalle prime fasi. 

Il rivestimento esterno è diventato così un elemento tecnico, progettuale e culturale.

La collaborazione con aziende specializzate come Zintek ha consentito di sostenere le intenzioni architettoniche con una conoscenza approfondita del materiale e delle sue applicazioni.

Certificazioni e sicurezza delle coperture

Una parte del convegno è stata dedicata agli aspetti normativi e alla qualità dell’esecuzione.
L’ing. Antonio Bianco di ABICert ha richiamato il valore della certificazione professionale dei lattonieri, essenziale perché materiali e sistemi ben progettati siano messi in opera da personale qualificato.

L’arch. Alessandro Cibin, direttore tecnico di un organismo notificato, ha affrontato il tema del comportamento al fuoco esterno delle coperture alla luce della linea guida DCPREV del settembre 2025. Ha poi illustrato le prove condotte sui sistemi in zinco-titanio zintek® e la classificazione BROOF (t3), che si riferisce all’intero pacchetto di copertura e non al solo materiale di rivestimento.

Modularità, luce e paesaggio a Merano

Gli architetti Valerio Tolve, Giovanni Maggioni e Mirko Noris di WERK hanno presentato il progetto delle Scuole Provinciali Professionali Marconi-Lévinas di Merano (BZ).
L’edificio si inserisce nel paesaggio grazie a una facciata lineare che ne definisce il carattere e apre gli spazi interni alla luce e alla vista delle montagne. Il lavoro sulla modularità consente di governare il ritmo del prospetto e la complessità costruttiva dell’involucro.

L’arch. Matteo Donini ha quindi illustrato i dettagli della progettazione esecutiva dei rivestimenti di facciata in zinco-titanio zintek®. È un’ulteriore conferma che il risultato finale dipende dalla continuità tra disegno architettonico, sviluppo tecnico e posa.

Due architetture sportive dal linguaggio riconoscibile

Gli architetti Daniele Rangone e Kleina Nasto di Settanta7 hanno presentato la nuova piscina comunale di Rimini e la palestra Tobagi di Bergamo.
A Rimini la semplificazione dei volumi concentra l’attenzione sull’involucro. La porzione rivestita di scandole in zintek® Blu Mediterraneo crea un’immagine dinamica, che richiama la coda di una sirena. Il colore stabilisce un legame immediato con l’acqua e con la funzione dell’edificio.

Nella palestra Tobagi, invece, il progetto nasce dal rapporto con il verde. Legno, trasparenze e apertura verso l’esterno fanno dell’edificio un punto di riferimento per il quartiere. Anche i giunti del rivestimento sono stati trattati come elementi espressivi, studiati per dare all’architettura un carattere unico.

Tra arte e architettura

Nell’intervento conclusivo, il professor Imperadori ha proposto alcune applicazioni meno consuete dello zinco-titanio, aprendo al rapporto tra arte, architettura e sperimentazione.
Tra gli esempi figurano la cappella trasportabile progettata dall’arch. Sean Godsell per l’installazione «Vatican Chapels» al Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2018; una struttura realizzata al Politecnico di Milano; i progetti legati ad Arte Sella, con un’anticipazione dell’esposizione del 2026.

Sono esperienze che dimostrano come il materiale possa uscire dagli impieghi tradizionali e dare forma a installazioni, piccoli edifici e opere capaci di unire tecnica, paesaggio e ricerca artistica.

Le opere e i professionisti premiati

Al termine del convegno, Zintek ha reso omaggio a una selezione di opere significative, consegnando un riconoscimento ai professionisti che hanno contribuito a realizzarle.

Sono stati premiati:

  • per Chalet Fiat, Madonna di Campiglio (TN), e Malga Zambana, Monte Paganella (TN): architetti Giovanni Berti e Monica Fondriest di Artistudio;
  • per la riqualificazione di Borgo Banditaccia, Magliano in Toscana (GR): architetti Edoardo Milesi e Giulia Anna Milesi dello Studio Edoardo Milesi & Archos;
  • per Ospedale San Luca, IRCCS Istituto Auxologico, Milano: arch. Tobia Marcotti di ITIstudio;
  • per UniCredit Pavilion, Milano: arch. Nicholas Bewick di AMDL Circle;
  • per Prysmian Headquarters, Milano: arch. Maurizio Varratta, fondatore di MVA ARCHITECT;
  • per Davines Village, Parma, progettato dagli architetti Matteo Thun e Luca Colombo: arch. Elisa Vago, Firm Partner;
  • per il quartiere Le Albere, Trento, progettato dal Renzo Piano Building Workshop: ing. Walter Boller di IURE S.r.l., project manager;
  • per il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia: arch. Arianna Laurenzi, direttrice Progetti Speciali e Promozione Sedi della Biennale di Venezia e responsabile della gestione e del controllo dell’intervento; ing. Massimiliano Milan di BUROMILAN, capogruppo per strutture, coordinamento della sicurezza, sostenibilità e direzione lavori; architette Margherita Tommasi e Maria Claudia Clemente e arch. Francesco Isidori di Labics; arch. Fabio Fumagalli, per il progetto architettonico e la direzione artistica.

Le opere selezionate appartengono ad ambiti molto diversi: strutture ricettive, edifici sanitari, luoghi di lavoro e di rappresentanza, interventi urbani e spazi culturali. Le accomuna la capacità di integrare il rivestimento metallico nel progetto complessivo, facendone una componente tecnica ed espressiva dell’architettura.

Ai premiati è stata consegnata una rosa in zinco-titanio, accompagnata da un breve testo che ne racconta l’origine: “Zinco, rame e titanio si fondono. Dal loro incontro nasce lo zintek®; dallo zintek®, con maestria artigianale, nasce una rosa che vive nel tempo: si trasforma in superficie, rimane intatta nell’essenza”.

Storia e cultura di Zintek

In concomitanza con il convegno, nella sala accanto all’Aula Rogers, Zintek ha allestito una piccola esposizione di materiali e pubblicazioni. Completavano la mostra alcuni pannelli sulla storia dello stabilimento di Porto Marghera, attivo dal 1936.
L’allestimento ha incuriosito studenti e professionisti, diventando un ulteriore luogo di confronto nel corso della giornata. Le immagini storiche raccontavano il legame di Zintek con Porto Marghera; i progetti documentavano l’evoluzione degli impieghi del materiale, mentre le pubblicazioni testimoniavano l’impegno dell’azienda nella formazione e nella diffusione della cultura del costruire.

Conoscenze diverse per un obiettivo comune

Il convegno ha confermato quanto sia importante creare occasioni in cui università, professionisti e imprese possano dialogare direttamente.
La qualità di un’opera non dipende solo dalla forza dell’idea iniziale né dalle prestazioni di un materiale. Nasce dalla capacità di coordinare progetto, sviluppo tecnico, produzione ed esecuzione, facendo lavorare insieme persone con competenze differenti.


Portare questo confronto all’università ha un valore diverso per ciascuno: per gli studenti significa conoscere la reale complessità del processo costruttivo; per i professionisti è un’occasione di aggiornamento e di scambio; per le aziende è l’opportunità di condividere il sapere tecnico maturato sul campo e di contribuire a una cultura progettuale comune.

È in questo spazio di collaborazione che forma, tecnologia ed espressione smettono di essere concetti separati e diventano parti di una stessa architettura.

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