Il nuovo Padiglione Centrale della Biennale di Venezia

Architettura contemporanea e coperture in zinco-titanio zintek®

Il cuore della più importante manifestazione d’arte contemporanea al mondo torna a vivere con una nuova copertura: Zintek ha fornito il rivestimento in zinco-titanio per la riqualificazione del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale, inaugurato a marzo 2026.

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La Biennale di Venezia e il Padiglione Centrale

La Biennale di Venezia è una delle istituzioni culturali più antiche e prestigiose al mondo. La sua storia inizia nel 1895, con la prima Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia; da allora la manifestazione attrae ogni anno centinaia di migliaia di visitatori e ha segnato oltre un secolo di storia dell’arte e dell’architettura.

I Giardini della Biennale, situati nella parte orientale della città, ne costituiscono la sede storica. L’area, di circa 51.000 mq, ospita oggi ventinove padiglioni nazionali immersi nel verde, realizzati in epoche diverse: una straordinaria antologia dell’architettura del Novecento. Fra i progettisti che hanno lasciato la loro impronta figurano Alvar Aalto, Josef Hoffmann, Gerrit Thomas Rietveld, Sverre Fehn e Carlo Scarpa.

Al centro di questo ensemble si erge il Padiglione Centrale, originariamente denominato Palazzo Pro Arte: costruito tra il 1894 e il 1895 per accogliere l’Esposizione Internazionale d’Arte, l’edificio nacque dalla trasformazione di costruzioni preesistenti su progetto dell’ingegnere municipale Enrico Trevisanato, con facciata disegnata dal pittore Marius De Maria. Nel corso del Novecento, l’edificio subì numerosi interventi stratificati — dall’affresco della cupola da parte di Galileo Chini nel 1909 alle modifiche di Guido Cirilli nel 1914, dalla trasformazione in Padiglione Italia nel 1932 ai progetti (spesso non realizzati) di Ernesto Basile, Daniele Donghi, Carlo Scarpa, Giò Ponti, Louis Kahn e Francesco Cellini.

Nel 1999, con Harald Szeemann e l’introduzione del modello della Mostra Internazionale come progetto unitario affidato a un curatore, l’edificio assunse definitivamente il ruolo di cuore della Biennale. Il cambio di denominazione in Padiglione Centrale, avvenuto tra il 2009 e il 2011, ha sancito questa trasformazione.

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Il team di progetto e realizzazione

L’intervento di riqualificazione si è concluso a marzo 2026 dopo sedici mesi di lavori e un investimento complessivo di 31 milioni di euro nell’ambito del “Progetto di sviluppo e potenziamento delle attività de la Biennale di Venezia in funzione della costruzione di un polo permanente di eccellenza nazionale ed internazionale a Venezia”, che rientra tra i 14 progetti strategici realizzati grazie ai fondi del Ministero della Cultura relativi al Piano Nazionale Complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), programma “Grandi Attrattori Beni Culturali”, misura 1 ( digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura), componente 3 (turismo e cultura 4.0).  È stato seguito dal Settore Progetti Speciali della Biennale di Venezia diretto dall’architetta Arianna Laurenzi, con Responsabile Unico del Procedimento l’ingegnere Cristiano Frizzele, Direttore Servizi Tecnico Logistici.

Il progetto architettonico e la direzione artistica sono opera dello studio Labics — Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori — insieme all’architetto Fabio Fumagalli. Capogruppo del team è stata BUROMILAN — Milan Ingegneria S.p.A., con Massimiliano e Maurizio Milan responsabili anche del progetto strutturale, del coordinamento della sicurezza, della sostenibilità e della direzione lavori generale.

Gli impianti e la prevenzione incendi sono stati curati da ia2 Studio, con Aniello Camarca e Antonella De Martino, mentre il progetto del paesaggio è stato sviluppato da Stefano Olivari.

Le coperture sono realizzate in zinco-titanio zintek® prodotto da Zintek di Venezia Porto Marghera.

L’impresa esecutrice che ha curato la riqualificazione del padiglione è Setten Genesio S.p.A.

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Un intervento che riscrive l’edificio

Più che un semplice restauro, il progetto si configura come una vera e propria reinterpretazione critica dell’edificio, con l’obiettivo di selezionare e trasformare le molte stratificazioni accumulate nel tempo in una nuova unità architettonica capace di rispondere alle esigenze contemporanee della Biennale di Venezia.

Gli spazi espositivi sono stati completamente riorganizzati attorno alla storica Sala Chini, principale nodo distributivo, mentre attorno a essa si sviluppano bookshop, caffetteria, spazi didattici e servizi igienici. Le sale espositive sono concepite come grandi white box neutre e flessibili, in grado di accogliere allestimenti temporanei senza interferenze, con gli impianti tecnici integrati e nascosti dietro le pareti così da restituire all’architettura un’immagine essenziale e rigorosa.

Particolare attenzione è stata dedicata al recupero di elementi storici, come gli infissi disegnati da Carlo Scarpa, mentre la Sala Brenno del Giudice è stata ridisegnata secondo le forme spaziali del progetto per la caffetteria del 1928, ripristinando le aperture che si affacciano sulla terrazza lungo il canale.

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Le altane: un gesto veneziano

Tra gli interventi più riconoscibili, l’aggiunta di due nuove strutture esterne ispirate alle altane veneziane, collocate in corrispondenza della caffetteria e della sala polifunzionale. Realizzate in legno lamellare carbonizzato e pannelli X-LAM, introducono un elemento di apertura che connette il Padiglione al paesaggio dei Giardini senza competere con la massa muraria esistente, dialogando con la sensibilità progettuale di Carlo Scarpa.

La nuova architettura è concepita come un sistema unitario in cui struttura, luce naturale, impianto fotovoltaico, ventilazione e oscuramento diventano un unico organismo. I lucernari in vetro fotovoltaico e vetro diffondente garantiscono illuminazione naturale uniforme e contribuiscono alla produzione energetica. Il progetto punta alla certificazione LEED® Gold.

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Le coperture in zinco-titanio: una scelta tecnica e architettonica

Per le superfici di copertura del Padiglione Centrale è stato adottato un rivestimento in lastre in zinco-titanio zintek® naturale posate in doppia aggraffatura.

La scelta del materiale non risponde esclusivamente a esigenze tecniche: un contesto delicato e prestigioso come quello dei Giardini della Biennale richiedeva una soluzione in grado di dialogare con la storia dell’edificio senza rinunciare alla contemporaneità. Lo zinco-titanio ha consentito di raggiungere questo equilibrio grazie alla sua eleganza discreta e alla capacità di inserirsi con naturalezza nel paesaggio veneziano, evitando di introdurre elementi invasivi o dissonanti rispetto agli edifici circostanti.

Prodotto nello stabilimento Zintek di Porto Marghera, a pochi chilometri dai Giardini della Biennale, il materiale assume anche un valore simbolico: è il metallo della città che torna a costruire la città.

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Durabilità, sostenibilità e prestazioni

Le caratteristiche tecniche dello zintek® hanno rappresentato un elemento determinante nella scelta progettuale. La naturale formazione di uno strato di carbonato di zinco sulla superficie del materiale lo protegge dalla corrosione e dall’aggressività dell’ambiente marino tipico del contesto veneziano. Grazie a queste proprietà, il sistema garantisce una lunghissima durata nel tempo, con minime esigenze di manutenzione.

Sul versante della sostenibilità, grazie al fatto che lo zinco-titanio può essere completamente rifuso e riciclato a fine vita, il suo impiego risulta coerente con i criteri CAM e con gli obiettivi della certificazione LEED Gold che il complesso si prefigge di ottenere.

La tecnologia a doppia aggraffatura assicura continuità e impermeabilità anche in presenza di geometrie articolate, garantendo un’elevata resistenza a vento, pioggia e variazioni termiche tanto in estate quanto in inverno. La leggerezza del sistema e la sua compatibilità con stratigrafie ad alte prestazioni energetiche ne fanno una soluzione ideale per edifici complessi come il Padiglione Centrale.

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Una collaborazione che continua

L’intervento sul Padiglione Centrale è l’ultimo in ordine di tempo degli interventi realizzati da Zintek su edifici in uso alla Biennale. Nel 2025 ha infatti partecipato alla realizzazione delle nuove biglietterie Giardini e nel 2026 a quella delle guardianie e pensiline, sempre all’ingresso dei Giardini, oltre che alla riqualificazione di altri padiglioni nazionali, contribuendo al programma di rinnovamento delle infrastrutture della manifestazione.

Una presenza che conferma la capacità dello zinco-titanio zintek® di confrontarsi con contesti di particolare valore culturale, storico e simbolico.

Nel Padiglione Centrale, la qualità della progettazione incontra quella del materiale: un involucro contemporaneo, destinato a durare nel tempo, che non impone la propria presenza ma la lascia percepire nel tempo, esattamente come un’architettura ben riuscita.

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