Poste Trieste
È un pezzo di storia importante, testimonianza di quella Mitteleuropa che spesso definisce l’atmosfera della città:
il palazzo delle Poste è un monumento ancora vivo nella città di Trieste, e oggi torna alla forma più smagliante dopo un lavoro di 15 mesi. A oltre un secolo dalla sua costruzione, infatti, il grande edificio affacciato su piazza Vittorio Veneto è stato sottoposto a un accurato intervento di restauro, che ha comportato il rifacimento delle facciate, di quasi tutti i fregi e delle coperture.
Progettato sul finire dell’Ottocento dall’architetto austriaco Friedrich Setz, celebre per aver disegnato quasi tutti gli uffici postali dell’allora impero asburgico, il palazzo delle Poste di Trieste è probabilmente la sua realizzazione più importante.
Le sue forme riflettono i canoni dello stile eclettico in voga all’epoca, nel quale confluiscono suggestioni neorinascimentali e altre di gusto più nordico: il risultato è un’imponente costruzione a pianta rettangolare, con un piano basso bugnato che ricorda quelli di tanti palazzi fiorentini, tre piani inframezzati da colonne, statue, finestre timpanate e bifore, e una maestosa copertura con cupole, cupolini e camini.
Un insieme esteticamente piacevole, ma soprattutto funzionale e destinato a durare nei secoli, secondo l’immagine di efficienza che la monarchia imperiale teneva particolarmente a riflettere.
Benché dall’esterno appaia come un unico corpo di fabbrica, il palazzo è in realtà diviso in due tre parti, in origine destinate a ospitare gli uffici postali e quelli delle Finanze, e oggi occupati rispettivamente dalla filiale triestina di Poste Italiane, Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa e dalla sezione Entrate del ministero delle Finanze.
Tanto le facciate quanto le coperture necessitavano di specifici interventi: per queste ultime si è scelto di utilizzare il laminato in zinco-titanio zintek®, grazie alla sua ormai sperimentata efficacia in opere di restauro conservativo.
La duttilità dello zintek® ha permesso di ottenere un preciso adeguamento alle forme seguendo i profili irregolari dei tanti elementi che compongono il tetto, dalla cupola centrale con abbaino sormontato da statua e con foro centrale, alle cupole laterali con lanternino: ciascun pezzo è stato realizzato da artigiani specializzati nella forma voluta, e quindi posato assieme agli altri per creare una copertura omogenea. Che, come ricordano anche da Poste Italiane, si presenta alla fine “uguale alla precedente” anche per il colore, dal momento che il laminato zintek®, una volta ossidato, assumerà la stessa tonalità del rivestimento precedente.
La differenza sarà quindi tutta nella resistenza, poiché lo zintek® garantisce eccezionale durata nel tempo (aiutato in questo caso anche dalla contemporanea riqualificazione del sottotetto, realizzato in modo tale da oscillare in accordo con la propria struttura in caso di bora forte); quale ulteriore accorgimento, sono poi stati apposti sulle lastre di zintek® i cosiddetti fermaneve, che impediscono il crollo di blocchi di neve nel caso di improvvisi aumenti di temperatura.
Ecco quindi che, inserendosi con assoluta naturalità in un contesto vecchio di un secolo, ancora una volta zintek® si conferma elemento trasversale ai tempi, in grado di adattarsi di caso in caso a espressioni culturali differenti e di parlarne efficacemente la medesima lingua.
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