Scuole Professionali Marconi–Lévinas Marconi–Lévinas Vocational Schools MERANO–BOLZANO MERANO–BOLZANO
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3 Scuole Professionali Marconi–Lévinas Marconi–Lévinas Vocational Schools MERANO–BOLZANO MERANO–BOLZANO Il nuovo polo scolastico Marconi–Lévinas a Merano nasce da un concorso di progettazione in due gradi bandito dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2013. Il programma prevedeva la realizzazione della nuova sede per due istituti: la Scuola professionale provinciale per l’artigianato, l’industria e il commercio Guglielmo Marconi e la Scuola per le professioni sociali Emmanuel Lévinas. Il progetto si inserisce nel quartiere Maia Bassa, tra i fiumi Adige e Passirio; il suo toponimo rimanda probabilmente al Castrum Maiense, antica stazione doganale romana. Pur essendo ormai parte integrante di Merano, l’area della Maia Bassa conserva ancora la propria struttura originaria, influenzata dalle geometrie imponenti delle Caserme e dall’asse dell’Ippodromo. Il lotto che ospita le nuove Scuole si trova al limite meridionale del quartiere, lungo via Scuderie, dove attività produttive e grandi infrastrutture definiscono un palinsesto edilizio definito da progressive sovrapposizioni. Il progetto interviene proprio su questo margine indefinito e gli conferisce nuova leggibilità, attraverso un impianto semplice ed efficace: un edificio in linea che dialoga con una torre posizionata lungo la strada, incaricata di mediare il rapporto con lo spazio pubblico. Tra i due volumi, un piccolo giardino e una piazza-parterre sopraelevata. The new Marconi–Lévinas school complex in Merano in northern Italy began life as a twostage architectural competition launched by the Autonomous Province of Bolzano in 2013. The brief was to create new homes for two institutes: the Guglielmo Marconi Provincial Professional School for Craftsmanship, Industry, and Business, and the Emmanuel Lévinas School of Social Professions. The site is located in Maia Bassa, a district nestled between the Adige and Passirio rivers; its name is probably derived from the ancient Roman customs station Castrum Maiense. Although now fully incorporated into Merano, the Maia Bassa area still retains its original structure, influenced by the imposing geometry of the Barracks and by the Racecourse that intersects it. The plot housing the new Schools is at the southern edge of the district, along Via Scuderie, where productive activities and major infrastructures define a building palimpsest shaped by successive layers of superimposition. The project sought to increase the legibility of this poorly defined area through a simple yet effective design: a linear building, in dialogue with a tower that faces onto the street and mediates the relationship with the public space, and a raised square-parterre between the two.
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5 Architettura Architecture Il nuovo plesso scolastico si configura come un’unica costruzione articolata in tre elementi: un podio, inteso come suolo artificiale che ridisegna il profilo del luogo con lo sfondo del crinale alpino, sul quale si appoggiano, in apparente sospensione, un corpo longitudinale e uno più slanciato. La giustapposizione di questi volumi definisce uno schema semplice e rigoroso, che riduce al minimo il numero di elementi in gioco per arrivare a una composizione di forme pure. Pur nella ricerca di omogeneità espressiva, i volumi mantengono una propria autonomia figurativa e tecnica. L’edificio in linea è un corpo doppio, a sviluppo longitudinale, organizzato attorno a un corridoio centrale e articolato su tre piani fuori terra oltre al basamento: al primo livello il contatto con il podio è mediato da un lungo nastro vetrato a tutta altezza che definisce il fronte su via Scuderie, mentre i piani superiori aggettano creando una sorta di portico aperto verso il parterre delle scuole, raggiungibile attraverso una scala monumentale e un ascensore. La torre semplifica ulteriormente la propria volumetria, affidando la definizione del proprio carattere alla pelle di facciata e a un lieve aggetto verso la piazza. Dietro al rivestimento in doghe verticali in zinco-titanio zintek®, modulare e ripetitivo, calibrato sull’interasse strutturale, si dispongono le aule e i laboratori, serviti da un corridoio centrale. Gli spazi e i servizi condivisi dalle due Scuole si trovano al piano rialzato, soluzione che permette ai laboratori di avere luce e aria diretta, migliora la qualità degli ambienti di lavoro e media il passaggio tra lo spazio pubblico della strada e quello più raccolto dell’atrio vetrato. The new school complex takes the form of a single construction divided into three parts: a podium — artificial terrain that remodels the location’s profile, with the Alpine ridge as a backdrop — supporting two units, one that extends lengthways and one vertically, seemingly suspended in mid-air. These juxtaposed volumes produce a simple and austere design with all superfluous elements removed; a composition of pure forms that seeks to provide a succinct yet recognizable image of “school” as an environment dedicated to education. While aiming for expressive consistency, the volumes nevertheless retain their own figurative and technical autonomy. The linear building extends lengthways, organized around a central corridor and split into three above-ground floors plus a basement. On the first level, contact with the podium is mediated by a long, full-height ribbon window that defines the building’s frontage on Via Scuderie, while the upper floors jut out, creating a sort of porch that opens onto the parterre, reached via a grand staircase or a lift. Tower further simplifies the distribution of volumes; the façade’s surface and a slight overhang in the direction of the square define its character. The repeated, modular, vertical titanium-zinc zintek® strip cladding, sized to match the distances between the structural elements, conceals classrooms and labs accessed via a central corridor. The two Schools’ shared spaces and facilities are on the raised floor, which channels natural light and air directly into the labs, improves the quality of the work environments, and shapes the transition from the public space of the street to the more sheltered glazed atrium.
6 PIANO + 0 PIANO - 1 FLOOR + 0 FLOOR - 1
7 PIANO TIPO PIANO +1 STANDARD PLAN FLOOR +1
8 PROSPETTO SUD SOUTH ELEVATION PROSPETTO NORD NORTH ELEVATION
9 PROSPETTO OVEST WEST ELEVATION PROSPETTO EST EAST ELEVATION
10 Composizione Composition Il binomio tipologico linea-torre evidenzia l’autonomia architettonica della Scuola come istituzione rispetto al contesto. Gli ambienti didattici specializzati sono distribuiti nei due edifici, collegati dall’atrio comune dove si concentrano le principali funzioni collettive. Nella torre trova posto la Scuola Lévinas, mentre l’edificio in linea ospita la Scuola Marconi, organizzata per piani tematici: nel podio i laboratori e le officine meccaniche, nel corpo in elevazione laboratori di elettronica, aule didattiche e settore commercio; al piano interrato sono previsti parcheggio e due palestre. L’impianto compositivo consente una chiara organizzazione degli spazi collettivi fruibili anche al di fuori degli orari scolastici. All’esterno, aiuole e filari di alberi ad alto fusto si integrano con la vegetazione esistente, interamente conservata. Tutte le scelte progettuali, dai materiali alle forme, dall’orientamento al rapporto pieni-vuoti, rispondono a un’idea di architettura sostenibile, volta all’ottimizzazione dei consumi e dei costi nel tempo. La sostenibilità si realizza tramite sistemi impiantistici attivi, uso razionale delle risorse e materiali tradizionali adatti al clima, garantendo durabilità, manutenzione semplice e basso impatto ambientale. L’involucro limita le dispersioni termiche, mentre gli spazi esterni favoriscono il controllo passivo del microclima e offrono luoghi di incontro e sosta per la comunità scolastica. The combination of the linear structure and the tower highlights the school’s architectural independence from its surroundings, and ignores traditional forms. The specialist teaching environments are distributed across the two buildings, connected by a shared atrium which contains the main facilities used by both institutes. The tower is home to the Lévinas School, while the linear building houses the Marconi School. Each of the latter’s storeys has a different theme: the laboratories and mechanical workshops are on the podium, while the electronics workshops, classrooms, and business department are on the levels above. The basement contains a car park and two gyms. This organizational and compositional system provides a clear layout for the communal spaces which can also be accessed outside normal teaching hours. Externally, the existing vegetation was fully preserved, and small flowerbeds and rows of tall trees were added. All design choices — the raw materials, forms, orientation, and relationship between solids and voids — are consistent with the demands of sustainable architecture, seeking to optimize energy consumption and maintenance costs. Sustainability was achieved by using traditional techniques and materials that suit the climate and ensures durability, easy maintenance, and a low environmental impact. The building envelope limits heat loss, while the outdoor spaces support passive microclimate control and provide places for gathering and rest for the school community.
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22 L’impianto tipologico e distributivo, che segue una struttura a maglia regolare, consente un uso efficiente delle superfici interne, adattabili a eventuali cambiamenti d’uso. Nelle aule dell’edificio in linea, i banchi sono disposti in file orientate per sfruttare al meglio la luce naturale, e il corredo di arredi e attrezzature (armadi, lavagne a scorrimento, schermi e dispositivi per la videoproiezione) permette configurazioni diverse e didattiche avanzate. I laboratori sono impostati in funzione delle attività pratiche, con ambienti per le attrezzature chiaramente delimitati e percorsi interni dimensionati per il passaggio sicuro di studenti e materiali. Anche il volume della torre Lévinas è attraversato longitudinalmente da un corridoio distributivo, disposto però in posizione asimmetrica per distinguere al meglio la fascia delle aule dai locali di servizio. Le aule normali e di informatica seguono un’impostazione simile a quella della Marconi; i laboratori sono organizzati per sostenere attività di sperimentazione, combinando arredi tecnici e spazi per la didattica frontale. The organizational layout and distribution of spaces follows a regular grid structure, making efficient use of the internal rooms, which can be adapted to any changes in use. The rows of desks in the linear building’s classrooms are oriented to take full advantage of natural light, and the furnishings and equipment (cupboards, slide-out whiteboards, screens, and projectors) can be set up in various configurations, providing advanced teaching options. The labs are designed for practical activities, with clearly demarcated equipment areas and internal walkways that are large enough for both students and materials to move around safely. The Lévinas tower also has an access corridor running through it, but this time laid out asymmetrically to separate the row of classrooms from the utility rooms. The regular classrooms and IT labs have a similar setup to the Marconi building; the laboratories are designed for experimental activities, combining technical equipment with spaces for desk-based teaching. Interni Interiors
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34 Il basamento è rivestito da pannelli compositi in matrice cementizia, realizzati con cemento grigio, inerti silicei e fibre di vetro di rinforzo, con buone prestazioni di impermeabilità e durabilità. Sul lato verso la strada, il basamento si apre con ampie vetrate che mettono in mostra i laboratori: da una parte rafforzano la continuità fra interno ed esterno e garantiscono luce naturale agli spazi didattici più tecnici, dall’altra permettono di vedere in tempo reale le attività della scuola. Il nastro vetrato del primo piano, che collega il basamento e i volumi superiori della linea e della torre, è un elemento leggero che proietta verso la piazza-parterre il grande atrio. Il volume superiore è definito da un unico disegno di facciata: il rivestimento in zintek® organizza il rapporto tra pieni e vuoti e unisce valore compositivo e prestazioni tecniche. A seconda dell’esposizione e delle esigenze interne, il rivestimento alterna porzioni opache a zone filtranti, composte da lamelle verticali che schermano grandi superfici vetrate. La scelta del materiale e del colore, valutata anche in termini di durabilità e resistenza, garantisce un buon inserimento nel contesto produttivo circostante e racconta la vocazione tecnica e professionale dell’istituto, contribuendo a costruirne un’identità architettonica chiara e riconoscibile. Rivestimenti The base structure is clad in fabric-reinforced cementitious matrix composite panels, made with grey cement and silica aggregate and strengthened with fibreglass, offering a good level of waterproofness and durability. The workshops on the base level are visible from the street side through large windows, which were included for two reasons: to strengthen the link between inside and outside and give natural light to the more technical teaching spaces, and to provide a real-time view of activities within the school. The glass “ribbon” on the first floor adds lightness to the building, connecting the base with the linear building and tower above and projecting the large atrium out towards the square-parterre. The upper volume has a single, unified façade design: the zintek® cladding defines the relationship between solids and voids and combines compositional value with technical performance. Fully opaque areas of cladding sit alongside sections that allow light to filter through — large windows shaded by vertical slats — depending on the specific exposure conditions and the needs of the inside spaces. The choice of material and colour — with durability and performance also considered — fits in well with the surrounding manufacturing environment and represents the institute’s technical and professional vocation, helping to give it a clear and recognizable architectural identity. Cladding
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66 Per il rivestimento delle facciate è stato impiegato un sistema a doghe modulari in zinco-titanio zintek® della serie «The Color Line». Particolarità del progetto è che il modulo di doga più piccolo si integra nel sistema di facciate continue dando all’involucro una lettura continua dei rivestimenti in zintek®. L’involucro dell’edificio è definito da un sistema di facciate continue montanti e traversi, sul quale si integrano degli elementi scatolari in zinco-titanio zintek®. L’interasse dei montanti di facciata, pari a 750 mm, determina anche il ritmo del rivestimento in doghe verticali. Per la realizzazione dei carter e della relativa struttura di supporto è stata portata avanti un’importante attività di coordinamento già in fase di sviluppo del progetto costruttivo. I carter di facciata sono supportati da staffe in acciaio in corrispondenza dei solai e sono vincolati al reticolo di facciata per mezzo di piatti in acciaio premontanti sui montanti dei serramenti. Oltre ad avere un’evidente funzione estetica, i carter contribuiscono alla schermatura solare e permettono l’inserimento dei pluviali di scarico delle acque meteoriche di copertura. Il rivestimento si compone verticalmente di moduli da 750 mm costituiti a loro volta da tre doghe, due larghe 279 mm accostate da loro e una di 150 mm, in continuità con il ritmo dei carter di facciata. Le giunzioni orizzontali della doga da 150 mm sono realizzate con lamiera sottogiunto, in modo da dare continuità alle linee verticali. A modular system of strips of Smoke Grey titaniumzinc zintek® from the «The Color Line» series was used to clad the façades. A special feature of the design is that the smallest strip is integrated into the curtain wall system, giving the envelope the appearance of unbroken zintek® cladding. The building envelope features a mullion-transom curtain wall system, with titanium-zinc zintek® boxstyle casing over the top. The distance between the façade’s mullions (750 mm) is the same as the gap between the vertical strips of cladding. Creating the casing and the corresponding support structure required significant coordination during the development of the initial design. The casing on the façade is supported by steel brackets on the slabs and is fastened to the underlying structure via pre-assembled steel plates on the window uprights. As well as its obvious aesthetic function, the casing also provides shade from the sun and enables drainpipes to be inserted to carry rainwater from the roof. Vertically, the cladding consists of a series of 750 mm modules, each divided into three strips: two paired 279 mm wide strips and one 150 mm wide, matching the spacing of the strips of casing. The 150 mm strip’s horizontal joints were made with a sheet metal sub-joint, to ensure seamless vertical lines. Sezione tecnica Technical section
67 LEGENDA KEY 1. Rivestimento di facciata in doghe verticali in zinco-titanio zintek® Grigio Fumo della serie «The Color Line» 2. Sottostruttura: profili omega orizzontali in alluminio 3. Sottostruttura: profili tubolari verticali 60 x 120 x 3 cm 4. Pannelli isolanti in lana di roccia con velo vetro nero sp. 180 mm classe di reazione al fuoco A1 5. Staffe di supporto in acciaio inox con strato separatore di taglio termico 1. Façade cladding comprising vertical strips of Smoke Grey titanium-zinc zintek® from «The Color Line» series 2. Substructure: horizontal aluminium omega sections 3. Substructure: vertical tubular sections (60 x 120 x 3 cm) 4. Rock wool insulation panels with black glass fibre tissue, 180 mm thick, A1 fire rating 5. Stainless steel support brackets with a thermal break separating layer 1 2 4 3 5 STRATIGRAFIA RIVESTIMENTO DI FACCIATA FAÇADE CLADDING STRATIGRAPHY 1 2 3 4 5
68 Fasi di montaggio della campionatura del rivestimento di facciata Mock-up del rivestimento di facciata completo di giunti trasversali Assembly of a sample of the façade cladding Mock-up of the façade cladding, including transversal joints
69 Rivestimento di facciata in doghe verticali zinco-titanio zintek® con risvolto a soffitto Façade cladding comprising vertical strips of titanium-zinc zintek®, folded at the soffit Rivestimento di facciata in doghe verticali zinco-titanio zintek® con sistema removibile per manutenzione Façade cladding comprising vertical strips of titaniumzinc zintek® with a removable system for maintenance Tenda a rullo esterna External roller blind Tenda a rullo esterna External roller blind Elemento scatolare di facciata: carter in zincotitanio zintek® Façade box-style casing made of titanium-zinc zintek® Serramenti con sistema di facciata continua Windows with curtain wall system 400 3100 600 3250 400 1730 20 1900 510 412 3970 20 3080 200 400 780 462 90 30±10 SEZIONE VERTICALE E PROSPETTO SECTION AND ELEVATION D1 D2 D3 400 3100 600 3250 400 1730 20 1900 510 412 3970 20 3080 200 400 780 462 90 30±10
70 D1 D2 D3 Elemento scatolare di facciata: carter in zinco-titanio zintek® autoportante con sottostruttura in acciaio zincato Box-design façade component: self-supporting titanium-zinc zintek® casing with galvanized steel substructure Staffe di supporto Support brackets Rivestimento di facciata in doghe verticali in zinco-titanio zintek® con sistema removibile per manutenzione Façade cladding comprising vertical strips of titaniumzinc zintek® with a removable system for maintenance Profilo a L in acciaio zincato Galvanized steel L section Mensole in tubolari di acciaio zincato Galvanized steel tubular shelves Mensole in tubolari di acciaio zincato Galvanized steel tubular shelves Profili omega in alluminio Aluminium omega sections
71 Fasi di montaggio della copertina superiore di raccordo al rivestimento di facciata (dett. D1) Assembly of the cover over the joint between cladding and façade (det. D1) Carter di facciata in zona di interpiano in corrispondenza delle staffe di supporto del serramento (dett. D2) Façade casing at floor level by the window support brackets (det. D2) Risvolto a soffitto del rivestimento in doghe di facciata (dett. D3) Folded façade cladding strips at soffit (det. D3)
72 DETTAGLIO DEL PROFILO “DAVANZALE” DI RACCORDO AI SERRAMENTI DETAIL OF THE WINDOWSILL JOINT PROFILE Assonometria costruttiva degli elementi che compongono il davanzale Axonometric projection of the elements that make up the windowsill Profilo davanzale di raccordo ai serramenti e partenza carter (dett. D3) Joint between windowsill section and window and start of casing (det. D3) 750 LEGENDA KEY 1. Rivestimento esterno carter in zinco-titanio zintek® 2. Rivestimento interno carter in zinco-titanio zintek® 3. Profilo di supporto a C in lamiera di acciaio zincato 4. Staffe angolari di supporto 5. Profilo omega di facciata 6. Davanzale di raccordo in zinco-titanio zintek® 7. Rivestimento di facciata in doghe verticali in zinco-titanio zintek® Grigio Fumo della serie «The Color Line» 1. External titanium-zinc zintek® casing cladding 2. Internal titanium-zinc zintek® casing cladding 3. Galvanized steel sheet supporting C section 4. Corner support brackets 5. Façade omega section 6. Titanium-zinc zintek® windowsill joint 7. Façade cladding comprising vertical strips of Smoke Grey titanium-zinc zintek® from «The Color Line» series 395 25 160 250 70 1 2 3 4 5 7 5 5
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74 Sollevamento e sgancio della doga Lifting and releasing the strip Allo scopo di consentire la manutenzione della facciata e delle linee di scarico poste dietro il rivestimento, per la porzione di sommità è stato sviluppato un sistema costruttivo che permette di smontare e rimontare ogni singola doga. To allow maintenance of the façade and the drainage channels behind the cladding, a construction system was developed for the upper part of the façade that enables every strip to be detached and reassembled. DETTAGLIO DEL RIVESTIMENTO A DOGHE MOBILI DETAIL OF THE REMOVABLE STRIP CLADDING
75 Dettaglio giunzioni doghe Detail of strips joints
76 150 750 279 279 20 20 2 2 LEGENDA KEY 1. Rivestimento di facciata in doghe verticali in zinco titanio zintek® Grigio Fumo della serie «The Color Line» 2. Profili omega orizzontali 3. Profili tubolari verticali con staffe di fissaggio alla struttura 4. Intercapedine aerata 5. Membrana ad alta traspirazione in classe di reazione al fuoco B, s1-d0 secondo la norma EN 13501-1 6. Coibentazione in lana di roccia 7. Struttura portante 1. Façade cladding comprising vertical strips of Smoke Grey zintek® from «The Color Line» series with standing seams 2. Horizontal omega sections 3. Vertical tubular sections fixed to the structure with brackets 4. Ventilated cavity 5. Highly breathable membrane with B-s1,d0 fire rating (EN 13501-1) 6. Rock wool insulation 7. Load-bearing structure 2 1 3 4 7 6 5 3 2
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78 LEGENDA KEY 1. Rivestimento esterno carter in zinco-titanio zintek® 2. Rivestimento interno carter in zinco-titanio zintek® 3. Profilo di supporto a C in lamiera di acciaio zincato 4. Staffe in acciaio preinstallate ai montanti di facciata 5. Profilo omega in acciaio zincato per fissaggio pluviale di scarico 6. Viti a testa piana verniciate e asole verticali per la compensazione delle dilatazioni termiche 7. Pluviale 1. External titanium-zinc zintek® casing cladding 2. Internal titanium-zinc zintek® casing cladding 3. Galvanized steel sheet supporting C section 4. Steel brackets pre-installed onto the façade mullions 5. Galvanized steel omega sections for attaching the downpipe 6. Painted flathead screws and vertical slots to compensate for heat expansion 7. Downpipe 1 7 2 4 3 5 6 DETTAGLIO ELEMENTI CARTER INTEGRATI NEL SISTEMA DELLE FACCIATE CONTINUE DETAIL OF CASING ELEMENTS INTEGRATED INTO THE CURTAIN WALL SYSTEM
79 Prove di montaggio del carter Casing assembly testing Sottostruttura in profili a C di supporto carter con inserimento pluviale C section substructure supporting the casing, with downpipe inserted Vista interna Inside view 7 1 2 4 6
80 REQUISITI DI SICUREZZA ANTINCENDIO DELLE FACCIATE NEGLI EDIFICI CIVILI FIRE SAFETY REQUIREMENTS IN CIVIL BUILDING FAÇADES Nel progetto di prevenzione incendi dei nuovi edifici si è tenuto conto dei rischi di propagazione incendi tra compartimenti adiacenti attraverso l’involucro di facciata secondo la normativa di riferimento (nello specifico, il D.M. 30 marzo 2022: “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili” e relativo allegato 1). Pertanto, il rivestimento e l’isolamento di facciata sono stati realizzati con materiali incombustibili: isolamento in lana di roccia, sottostruttura metallica e doghe in zinco-titanio zintek®. The new buildings’ fire prevention plan took into account the risk of fire spreading between adjacent compartments through the façade envelope, in accordance with the regulatory norms (specifically Italian Ministerial Decree of 30 March 2022: “Approval of technical fire prevention standards for exterior enclosures of public buildings” and the corresponding annex 1). The façade’s cladding and insulation are therefore made from non-combustible materials: rock wool insulation, a metal substructure, and strips of titanium-zinc zintek®.
81 Certified (EI 60) verti cal fire barrier made of rock wool panels Barriera al fuoco verticale certificata (EI 60) in pannelli di lana di roccia Massima attenzione è stata posta anche alla progettazione e realizzazione delle chiusure: il progetto di prevenzione incendi ha richiesto infatti l’inserimento, in alcuni tratti, di setti di compartimentazione verticali e orizzontali a chiusura dell’intercapedine areata, al fine di portare la chiusura del comparto antincendio fino al filo esterno del rivestimento. Careful attention was also paid to the design and construction of the building envelope: the fire prevention plan demanded that vertical and horizontal partitions were inserted in certain sections to compartmentalize the air cavity, and so extend the fire-proof compartment to the outer edge of the cladding.
82 1. Staffe metalliche di sostegno sp. 1,5 mm 2. Setto verticale di barriera al fuoco in pannelli di lana di roccia 3. Nastro d’alluminio per la sigillatura delle giunzioni trai i pannelli 1. Metal support brackets (1.5 mm thick) 2. Vertical fire barrier partition made of rock wool panels 3. Aluminium tape to seal the joints between the panels Staffe metalliche di sostegno a interasse 600 mm Metal support brackets 600 mm apart LEGENDA KEY 1
83 Pannelli verticali con nastratura in foglio di alluminio Vertical panels with aluminium sheet taping Raccordo metallico al serramento di facciata Metal connection to the façade window 2 3 3
84 BARRIERE AL FUOCO VERTICALE Vertical fire barriers BARRIERE AL FUOCO ORIZZONTALE Horizontal fire barriers SEZ. A-A SEZ. B-B Barriere tagliafuoco certificate in elementi preassemblati da posare in orizzontale all’interno dell’intercapedine. La barriera tagliafuoco consente di avere un’apertura libera di ventilazione Certified fire barriers made of preassembled components, installed horizontally within the cavity. The fire barrier leaves space for a ventilation gap
85 KEY LEGENDA 1. Façade cladding comprising strips of Smoke Grey zintek® from «The Color Line» series with standing seams 2. Horizontal omega sections 3. Vertical tubular sections fixed to the structure with brackets 4. Façade casing 5. Rock wool insulation 6. Load-bearing structure 7. Rock wool panels: certified vertical fire barrier 8. Rock wool panels: certified horizontal fire barrier 1. Rivestimento di facciata in doghe verticali in zinco-titanio zintek® Grigio Fumo della serie «The Color Line» 2. Profili omega orizzontali 3. Profili tubolari verticali con staffe di fissaggio alla struttura 4. Carter di facciata 5. Coibentazione in lana di roccia 6. Struttura portante 7. Pannelli in lana di roccia: barriera al fuoco verticale certificata 8. Pannelli in lana di roccia: barriera al fuoco orizzontale certificata SEZ. A-A SEZ. B-B 1 2 3 4 5 6 7 7 1 2 3 8
86 Com’è nato il progetto del complesso scolastico di Merano e quali sono stati i principi guida del concept architettonico? Il plesso scolastico Marconi-Lévinas è l’esito di un concorso di progettazione in due gradi bandito dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2013. L’ambito di intervento insiste sul margine meridionale del quartiere Maia Bassa lungo la via Scuderie. È questa un’area priva di soluzioni di continuità dove le forme e le trame degli insediamenti abitati e produttivi si confrontano direttamente con i grandi sistemi formali delle Caserme e dell’Ippodromo: il primo struttura la trama del tessuto ordinario, il secondo introduce una rotazione disponendosi perpendicolarmente all’Adige. Il progetto affronta il tema del consolidamento del margine meridionale del quartiere attraverso un intervento che ne ridefinisce il ruolo e il rapporto con l’edificato, fondandosi sulle misure e sulle direttrici che il tessuto edilizio è ancora in grado di esprimere. Si è così assunta la giacitura dominante delle Caserme e si è disposto un principio insediativo composto da un edificio in linea — sul fondo del lotto a definire la misura del fronte dell’isolato — e da una “torre” a mediare il rapporto con la strada. Al centro, tra i due edifici, un piccolo giardino e la piazza-parterre sopraelevata completano la dotazione degli spazi esterni. What were the origins of the school project in Merano? And what principles guided the architectural concept? The Marconi–Lévinas school complex is the result of a two-stage architectural competition launched in the province of Bolzano — South Tyrol — in 2013. It is located on the southern edge of the Maia Bassa district, along Via Scuderie, an area of seamless transitions, where the shapes and patterns of residential and manufacturing buildings come face to face with the large formal systems of the Barracks and Racecourse. The former gives the ordinary urban fabric its pattern, while the latter — laid out perpendicularly to the river Adige — introduces a sense of rotation. The school project has strengthened the district’s southern boundary, redefining its role and its relationship with the existing environment based on the scale and orientation expressed by the urban fabric already present. We took the barracks’ as our main orientation and drew up a design concept comprising a linear building — at the back of the plot, to define the size of the block’s frontage — and a “tower” to mediate the relationship with the street. The outside space is rounded off by a small garden and a raised squareparterre at the centre between the two buildings. Il racconto del progetto Project narrative Intervista agli architetti Giovanni Maggioni, Mirko Noris, Valerio Tolve. Interview with the Architects Giovanni Maggioni, Mirko Noris, Valerio Tolve.
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89 In che modo il contesto altoatesino — con la sua tradizione costruttiva e la sua attenzione al paesaggio — ha influenzato le scelte progettuali? Nel contesto altoatesino è ancora viva una profonda coscienza verso la dimensione dell’infrastruttura pubblica e l’architettura può aspirare a esprimere e rappresentare il ruolo e il senso dell’istituzione. L’attenzione civile e sociale è attestata dall’ampio risalto che viene tuttora attribuito al programma edilizio pubblico — di cui la Scuola, declinata in tutte le sue eventuali accezioni, è solo uno dei molti elementi — spesso promosso attraverso lo strumento del concorso di progettazione, che permette un ampio confronto tra diverse proposte, ipotesi e soluzioni e, dunque, una disamina critica di possibili alternative. Questo approccio virtuoso ha definito un luogo previlegiato dove si sono nel tempo incontrate e contaminate esperienze locali, nazionali e internazionali, sedimentando una nuova cultura del costruire. Il confronto con tale contesto ha orientato il progetto verso un linguaggio improntato alla chiarezza costruttiva e fondato sulla misura, sulla sobrietà espressiva e sulla capacità dell’edificio di “appartenere” al territorio. Il risultato è un’architettura che, pur nell’espressione contemporanea dei suoi volumi, si innesta nella continuità culturale del paesaggio altoatesino, reinterpretandone in chiave attuale i valori tecnici, paesaggistici ed etici. How did the location in Alto Adige — with its own unique building tradition and its focus on the landscape — influence your design choices? There is still a deep attachment to public infrastructure in Alto Adige, and so buildings here can aspire to express and represent an institution’s role and meaning. Architecture’s civic and social importance is shown by the extensive coverage the public building programme still receives, with education, in all its various forms, as just one of the many elements. It is often organized through architectural competitions. These allow a broad comparison between different proposals, ideas, and solutions, and therefore a critical examination of the potential alternatives. This positive approach has made Alto Adige a special place where, over time, local, national, and international experiences have come together, influencing each other and fostering a new building culture. This context inspired us to use an architectural language focused on clarity and grounded in moderation, restraint, and a sense that the building belongs to the local area. The result is a piece of architecture that, despite the contemporary nature of its volumes, sits naturally in the culture of the Alto Adige landscape, and provides a modern interpretation of its technical, scenic, and ethical values.
90 Che ruolo ha oggi l’architettura nel ripensare gli spazi dell’educazione? L’architettura della scuola contemporanea deve essere in grado di rappresentare e insieme di interpretare l’evoluzione dei processi educativi. La scuola è divenuta un territorio ibrido, in cui convivono apprendimento formale e informale, incontro, cura, sperimentazione e costruzione dell’identità. Il progetto delle Scuole Marconi–Lévinas di Merano assume il compito eminentemente architettonico di dare forma compiuta allo spazio dell’istruzione e dell’apprendimento. L’edificio diventa il volto fisico di un’idea di educazione fondata sulla relazione, sulla trasparenza e sulla partecipazione. In questa prospettiva, il progetto diventa un veicolo per la realizzazione di un’educazione che non si limita a trasferire nozioni ma contribuisce alla crescita dell’individuo e della comunità. What role does architecture play today when rethinking educational spaces? Contemporary school architecture must be able to represent and interpret the way educational processes are evolving. A school has become a hybrid place that combines formal and informal learning, socializing, care, experimentation, and identity-building. The design for the Marconi– Lévinas project has specifically shaped the teaching and learning spaces architecturally; where the building embodies an educational concept based on relationships, transparency, and engagement. In this sense, it promotes an approach to education that is not limited to passing on ideas, but also fosters individual and community development.
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92 Quali sono gli elementi fondamentali per rendere una scuola un luogo accogliente, stimolante e inclusivo? Fondamentali sono la chiarezza compositiva e la leggibilità degli spazi, accompagnate da una forte relazione con la luce e con l’ambiente esterno. La leggibilità degli spazi non è solo una questione estetica: è un dispositivo pedagogico perché favorisce orientamento, sicurezza e autonomia. Una scuola accogliente comunica immediatamente come è fatta e come si vive; mostra connessioni, visuali, percorsi e luoghi di relazione. La luce naturale gioca un ruolo decisivo: non solo illumina ma modula gli spazi, ne definisce la profondità, introduce variazioni percettive capaci di dare ritmo alla giornata scolastica. Il rapporto con l’ambito pubblico — garantito da superfici vetrate e calibrati punti di vista sul contesto — annulla la separazione netta tra interno ed esterno, trasformando la scuola in un nodo connesso alla città. Gli ambienti collettivi e quelli della didattica convivono in equilibrio: il parterre sopraelevato, l’atrio trasparente e le aree di incontro informale sono pensati come spazi civici interni. La trasparenza delle officine verso via Scuderie non è solo una scelta compositiva, ma un’affermazione culturale: mostrare ciò che accade dentro significa affermare che l’educazione è un processo collettivo, aperto, condiviso, e che la Scuola è un bene comune che appartiene sia agli studenti sia all’intera comunità. What basic elements are required to make a school welcoming, stimulating, and inclusive? Spaces must be legible and clearly composed, and have a strong relationship with the light and their surroundings. Legibility is not just about aesthetics: it is also important educationally, as it helps students to orient themselves, feel secure, and act independently. A welcoming school immediately communicates how it is made and what life inside it is like; it reveals connections, perspectives, pathways, and places for interaction. Natural light plays a fundamental role, not only by illuminating the spaces but also shaping them, defining their depth, and introducing perceptual changes that give rhythm to the school day. The relationship with the public domain — provided via glass surfaces and carefully considered views of the surroundings — removes the usual separation between inside and outside, and forges a connection between the school and the city. The communal spaces and teaching environments are well balanced: the raised parterre, the transparent atrium, and the informal meeting areas were all conceived as internal civic spaces. The transparent design of the workshops facing onto Via Scuderie is a cultural statement and a compositional choice. It reveals that what is happening inside demonstrates education as a collective, open, and shared process, and that the School belongs both to the students and to the wider community.
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95 Come si è tradotto questo approccio nel linguaggio architettonico e nei materiali del progetto di Merano? L’approccio progettuale adottato a Merano si traduce in un linguaggio architettonico essenziale, misurato e coerente, che trova espressione in un’articolazione materica ridotta ma altamente significativa. Tre materiali principali — cemento, vetro e metallo — diventano gli strumenti attraverso cui definire la gerarchia volumetrica, il carattere degli spazi e il rapporto dell’edificio con il contesto urbano. L’articolazione per elementi sintattici — basamento, nastro intermedio e volume di coronamento — affida a ogni parte un ruolo rappresentativo. Il basamento in cemento fonda l’edificio nel suolo, il nastro vetrato introduce leggerezza e trasparenza, segnando il livello della relazione più intensa tra la scuola e la città; il volume superiore, rivestito in zinco-titanio secondo una trama modulare e continua, ordina le facciate e restituisce unità all’edificio. Nel complesso, l’uso parsimonioso dei materiali e la chiara definizione dei volumi permettono al progetto di esprimere un linguaggio sobrio ma incisivo, capace di unire rigore costruttivo e qualità percettiva. In questo equilibrio risiede la forza del progetto: la capacità di coniugare identità e qualità dello spazio, restituendo all’educazione un luogo adeguato alla sua centralità nella società contemporanea. How did you translate this approach into the architectural language and materials used in Merano? The design approach is reflected in a simple, restrained, and coherent architectural language, expressed through a limited but highly meaningful selection of materials. Three dominant materials — concrete, glass, and metal — define the volumes’ hierarchy, the spaces’ character, and the building’s relationship with its urban surroundings. The design is divided into smaller units — a base, a middle “ribbon”, and a crowning volume — each with a symbolic role. The concrete base grounds the building in the earth; the glass “ribbon” introduces lightness and transparency, marking the most intense point in the relationship between school and city; and the volume above, clad in titanium-zinc with a continuous, modular pattern, brings order to the façades and gives the building a sense of unity. Overall, the spared use of materials and the volumes’ clear definition ensure the design expresses a restrained yet incisive architectural language, to combine structural rigour with visible quality. This balance is the design’s main strength: its ability to bring together identity and quality of space, and thereby produce a structure that gives education back its central role in contemporary society.
96 Quali elementi hanno motivato la scelta dei materiali? Le scelte materiche e tecnologico-costruttive sono rivolte a esprimere il principio compositivo dell’architettura articolato nelle sue parti: basamento (attacco a terra della costruzione), “nastro” (elemento di mediazione tra le parti), sviluppo (coronamento della sequenza verticale dalla terra al cielo). In accordo al suo valore di elemento sostruttivo emergente dal sottosuolo, il basamento presenta un rivestimento opaco in pannelli compositi a matrice cementizia — realizzati con cemento grigio, inerti silicei e fibre di vetro di rinforzo — che garantiscono un adeguato livello di impermeabilità all’acqua e durabilità nel tempo. In direzione della strada, il basamento si apre alla vista mostrando l’interno dei laboratori, con un duplice intento: da un lato, istituire un rapporto visivo continuo tra interno ed esterno — e garantire la miglior illuminazione naturale agli ambienti didattici professionalizzanti —; dall’altro, esporre le attività di lavoro della scuola, manifestandone il ruolo pedagogico e formativo. Il nastro al piano primo si configura come un elemento leggero, con la sua facciata vetrata che proietta all’esterno verso la piazza-parterre l’ampio atrio delle Scuole. Per il volume di coronamento sovrapposto, il disegno di facciata è risolto in unico partito architettonico dove il rivestimento in zincotitanio organizza e scandisce il rapporto tra pieni e vuoti. Which considerations underpinned your choice of materials? The materials and building technologies were chosen to express the compositional principle underpinning the architecture’s various parts: the base (which connects the building to the ground), the “ribbon” (which acts as a mediator between the parts) and the completed development (the culmination of the vertical sequence from the ground to the sky). As befits a substructural element that emerges from underground, the base is clad in opaque, fabric-reinforced cementitious matrix composite panels made with grey cement and silica aggregates, strengthened with fibreglass. This is what provides the vital waterproofness and durability. The interior of the workshops at ground level is visible from the street side, for two reasons: to create a seamless visual relationship between the inside and outside while providing the best possible natural light for the vocational training spaces, and also to reveal the work happening at the school, showcasing its educational role and the preparation of pupils for the workplace. The “ribbon” on the first floor adds lightness to the building, with a glazed façade that projects the Schools’ large atrium out towards the squareparterre. The façade of the crowning volume above is a single architectural form, with titaniumzinc cladding that structures and defines the relationship between solids and voids.
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98 Perché avete scelto lo zinco-titanio per l’involucro? Il rivestimento in zinco-titanio nasce dalla volontà di conferire ai fronti un ordine unitario e una qualità materica capace di dialogare sia con il contesto produttivo circostante sia con le montagne che definiscono l’orizzonte. L’organizzazione delle lastre metalliche secondo dimensioni costanti ha consentito di uniformare i volumi e di celare la complessità degli spazi interni, offrendo un partito astratto che esprime insieme razionalità e monumentalità. Le doghe verticali sono organizzate su un preciso modulo di base iterato su tutto il perimetro dell’edificio. In funzione delle specifiche condizioni di esposizione e delle esigenze funzionali degli spazi interni, alterna campiture completamente opache a porzioni permeabili alla luce; queste sono organizzate secondo lamelle verticali che schermano le ampie vetrate retrostanti. Why did you choose titanium-zinc for the envelope? The idea of the titanium-zinc cladding was to give a coherent effect and a textural quality to the frontages that would create a dialogue both with the schools’ industrial surroundings and the mountains on the horizon. The uniform-sized metal sheets align the volumes and hide the complexity of the spaces inside, producing an abstract element that expresses both rationality and significant presence. The vertical strips are laid on a basic module that repeats around the full perimeter of the building. Fully opaque blocks alternate with large windows screened by vertical slats, that adjust to the specific exposure conditions and functional needs of the inside spaces.
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100 Quali sono le caratteristiche del materiale che vi hanno convinto? Il progetto affronta il tema della sostenibilità secondo un approccio che si rivolge in prima istanza a un uso razionale e consapevole delle risorse a disposizione, attraverso scelte passive di ordine architettonico e compositivo che precedono l’apporto attivo di sistemi impiantistici. Questa visione non affida il tema del contenimento dei consumi e delle dispersioni in modo del tutto esclusivo alle prestazioni del singolo materiale ma, anzi, considera l’insieme della costruzione nel suo complesso. La definizione dell’involucro è stata perciò affrontata non solo nei termini della sua valenza espressiva, figurativa e compositiva, ma anche in relazione al contenimento delle dispersioni termiche. La soluzione si è così rivolta verso un sistema di facciata continua a elevate prestazioni che combina un rivestimento metallico in zinco-titanio con un opportuno strato di materiale coibente applicato alla struttura muraria. Lo zinco-titanio è stato scelto per le sue qualità estetiche e per le sue prestazioni tecniche di durabilità, riciclabilità e manutenzione ridotta: è un materiale che, nel rispetto della sostenibilità, rappresenta una continuità tra tradizione e innovazione, capace di adattarsi e dialogare con il paesaggio costruito e naturale. What was it about this material that convinced you to use it? The project’s main sustainability focus is on the rational and conscious use of resources, with passive design, architectural, and compositional choices prioritized over actively adding technical systems. This vision does not rely solely on the individual material’s energy and emission performance, but instead considers the building as a whole. The envelope was therefore designed not only with its expressive, figurative, and compositional value in mind, but also its ability to minimize heat loss. We opted for a high-performance curtain wall system that combines titanium-zinc metal cladding with an appropriate layer of insulating material applied to the masonry structure. We chose titanium-zinc for its aesthetic qualities and technical performance: its durability, recyclability, and low maintenance requirements. It is a sustainable material that balances tradition and innovation and adapts to, indeed enters into dialogue with, both the built and the natural landscape.
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102 In che modo lo zinco-titanio dialoga con il paesaggio e con gli altri materiali usati nel progetto? La scelta dello zinco-titanio nasce da una riflessione attenta sul rapporto tra il progetto e il paesaggio. Nelle giornate chiare riflette le cromie luminose del cielo, mentre con il tempo si riveste di una patina che assume sfumature più profonde e minerali, avvicinandosi ai toni della terra e della roccia tipici del contesto alpino. Così il volume costruito non si impone, ma si integra con discrezione nel paesaggio, modificando il modo in cui viene percepito, senza perdere coerenza formale. Lo zinco-titanio si confronta con gli altri materiali del progetto in una logica di complementarità: accanto alla matericità solida del cemento e alla trasparenza del vetro, introduce una superficie continua, precisa e leggera, capace di conferire all’involucro un carattere tecnico e contemporaneo. La scelta materica e cromatica — attentamente ponderata anche nei termini di durabilità e prestazioni — rappresenta in modo coerente la vocazione tecnica e professionale dell’istituto: lo zinco-titanio comunica rigore, precisione e affidabilità, valori che si riflettono direttamente nel progetto formativo della Scuola. In questo senso, contribuisce tanto alla qualità costruttiva quanto anche alla definizione dell’identità architettonica dell’istituzione che rappresenta: un edificio che esprime, attraverso la propria materia, la cultura tecnica e il sapere operativo che ospita. How does the titanium-zinc interact with the landscape and the other materials used in the design? Our choice of titanium-zinc followed careful reflection on the relationship between the design and the landscape. On sunny days it reflects the sky’s bright colours, and over time it develops a patina with deeper, more mineral hues, similar to the tones of the soil and rocks in an alpine environment. As a result, the built volume does not impose itself on its surroundings; it blends discreetly into the landscape, altering the way it is perceived while maintaining its formal coherence. Titanium-zinc also complements the other materials in the design: it introduces an unbroken, clearly defined, and light surface to the concrete’s solid texture and the glass’s transparency, giving the envelope a high-tech and contemporary character. The choice of material and colour — with durability and performance also considered at length — represents the institute’s technical and professional vocation. Titanium-zinc conveys a sense of rigour, accuracy, and reliability; all aspects reflected directly in the School’s teaching. In this sense, the titanium-zinc makes a significant contribution both to the construction quality and to defining the architectural identity of the institution it represents: a building that expresses the technical culture and operational knowledge within its walls.
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