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Chalet Fiat – Madonna di Campiglio

Chalet Fiat – Madonna di Campiglio

Un’opera dell’uomo non dovrebbe imporsi sulla natura, ma proteggerla e compenetrarla. È questa l’idea che ha guidato il progetto per la ristrutturazione dell’albergo e ristorante Dosson, che risiede sul monte Spinale, a 2100 metri di altitudine, nella bianca cornice delle Dolomiti di Brenta.
Costruito tra il 1965 e il 1968 come struttura ricettiva delle vicine piste da sci, il Dosson si è da subito distinto sia dai classici rifugi alpini che dai comuni hotel a fondovalle. Cinquant’anni dopo la sua nascita, però, l’edificio presentava ormai evidenti limitazioni rispetto agli standard dell’ospitalità odierna, che deve essere attenta tanto alle esigenze turistiche quanto a quelle ambientali.

Si è quindi scelto di avviare un ambizioso restauro, il cui progetto è stato affidato a Artistudio, degli architetti Giovanni Berti e Monica Fondriest, che si è distinto negli anni passati proprio per la sua ricerca nel campo della sostenibilità applicata all’architettura. A loro il compito di trasformare il Dosson in Chalet Fiat, un osservatorio sulla natura ad alte prestazioni e basso consumo energetico, grazie anche al recupero dell’acqua piovana la cui elaborazione genera energia pulita.

Seguendo la tendenza delle migliori architetture moderne degli ultimi anni, Chalet Fiat non è stato pensato per mimetizzarsi con il contesto, ma per armonizzarsi a esso, esibendo con orgoglio la sua identità di landmark. Il movimento, i tagli e la struttura dei volumi non sono capricci creativi, ma soluzioni stimolate dalla geografia del luogo, godibile attraverso le aperture ben studiate. Lo chalet si pone quindi come un elemento paesaggistico di connessione, che non modifica la bellissima vista sulle Dolomiti.
La nuova struttura è stata costruita interamente in legno e montata sul sedime dell’edificio già esistente, la cui impronta è però stata allargata. L’intervento ha previsto una prima fase di demolizione quasi integrale di tale edificio, alla quale è seguito uno scavo, molto limitato, il cui scopo era quello di preparare il piano di posa su cui realizzare il nuovo corpo di fabbrica.

Il rivestimento del volume ligneo è stato realizzato in zinco-titanio zintek®, materiale pienamente in linea col progetto: sicuro, ecosostenibile, dall’alta resa estetica. Con il suo color grigio-roccia, zintek® si sposa visivamente al legno e al paesaggio circostante, assiurando un’immersione nel territorio pressoché totale, che i visitatori potranno vivere anche grazie al bell’affaccio vetrato di cui dispongono tutte le camere, così da ammirare lo spettacolo delle catene montuose a sud-est.

Indispensabile a una struttura alberghiera moderna è anche la razionalizzazione degli spazi al fine di renderli il più funzionali possibile. I percorsi di utenti e personale sono stati pensati in modo da limitare le reciproche interferenze, pur rendendo tutti i servizi ben accessibili. Al piano rialzato sono distribuite le funzioni relative al servizio ristorante bar e self-service, mentre a quello superiore si trovano le sette stanze d’albergo e un’area wellness. Il seminterrato, che ospita gli alloggi del personale e gli altri spazi necessari al funzionamento della struttura, è raggiungibile dalle scale situate in cucina. Rimane infine l’ingresso principale, posto anch’esso al piano rialzato sul fronte nord-ovest, rivolto verso la stazione della seggiovia.

Dotato insomma di tutti i comfort richiesti dalle moderne strutture alberghiere di alto livello, il progetto dello Chalet Fiat è la prova che vivere la montagna senza turbarne la natura è possibile, a patto di tutelarne l’unicità e i delicati equilibri.

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